Fine Art   Info



La stampa fotografica è sempre stata, sino all’avvento della fotografia digitale, la principale ed esclusiva destinazione finale dell’atto fotografico.

Il fotografo attraverso la stampa concretizzava il suo lavoro e creava quella sensazione, quell’esperienza vissuta dalla fruizione del mondo.


Nell’era della fotografia digitale la stampa ha perso un po’ di esclusività e notorietà.

La condivisione delle immagini, che prima avveniva solo ed esclusivamente attraverso l’esibizione di oggetti fisici (stampe, diapositive, ecc.) oggi è realizzata attraverso la condivisione, di dati informatici attraverso varie piattaforme (siti, social network, e-mail, ecc.).


Tuttavia, per quanto la condivisione virtuale possa risultare facile ed efficace, essa risulta piuttosto sterile. Le immagini vengono consumate ad una velocità impressionante perché subito sostituite da altre più recenti, perdendo il concetto di storicità ed arte.

Ecco che attualmente riemerge l’ontologia di quel particolare tipo di oggetto fisico rappresentato dalla stampa Fine Art .

La Fotografia Fine Art acquista quindi ancora più valore. Questo però a patto che il processo di produzione dell’immagine sia controllato in ogni sua fase.

Con il termine Fine Art si vuole descrivere un processo di lavorazione atto a creare un manufatto che sia l’insieme di tecnica, qualità ed esclusività.

La Fotografia Fine Art può essere tradotta in Fotografia d’Arte (Belle Arti). Una fotografia di questo genere viene concepita come un’opera d’arte ed un gesto di opposizione alla “macdonaldizzazione” e alla omologazione della fotografia.

Attualmente la stampa Fine Art è usata per le mostre nei musei e nelle gallerie d’arte. La carta adottata è certificata sull’assenza di acidi, clorine e questa è una garanzia di durata nel tempo delle stampe (circa 200 anni ed oltre), oltre che di una nitidezza e resa al colore impareggiabile.

In conclusione Opere, se stampate a tiratura limitata, di altissimo valore commerciale, storico, artistico e visivo.

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Photo printing has always been, until the advent of digital photography, the main and exclusive final destination of the photographic act.

The photographer through the press concretized his work and created that feeling, that experience lived by the enjoyment of the world.

In the era of digital photography the press has lost a bit of exclusivity and notoriety.

Image sharing, which previously took place exclusively through the display of physical objects (prints, slides, etc.) is now achieved through the sharing of computer data through various platforms (sites, social networks, e-mail, etc. .).

However, although virtual sharing may be easy and effective, it is rather sterile. The images are consumed at an impressive speed because they are immediately replaced by more recent ones, losing the concept of historicity and art.

Now the ontology of that particular type of physical object represented by the Fine Art print re-emerges.

Therefore Fine Art Photography gains even more value.

This, however, provided that the image production process is controlled at every stage. The term Fine Art is used to describe a manufacturing process that creates an artifact that is a combination of technique, quality and exclusivity.

Fine Art Photography can be translated into Photography of Art (Fine Arts). A photograph of this kind is conceived as a work of art and a gesture of opposition to the "macdonaldization" and the homologation of photography.

Currently the Fine Art print is used for exhibitions in museums and art galleries.

The paper adopted is certified for the absence of acids, chlorine and this is a guarantee of the durability of the prints (about 200 years and over), as well as of a sharpness and yield to the incomparable color.

In conclusion Works, if printed in a limited edition, of very high commercial, historical, artistic and visual value.

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